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C’è un libro per questo!

”Ehi Siri, portami un panino”, disse lui. “Guarda che è uscita senza chiavi”, disse l’altro, mezz’ora dopo

Puntata strana, ma dopotutto siamo a Natale, periodo in cui i minorenni dovrebbero credere che un signore vestito di rosso solchi i cieli alla guida di una slitta trainata dalle renne mentre il Norad lo traccia per tutta la notte.

Invece, questa volta il tema è serio: Linux e l’open source da una parte, le grandi aziende dall’altra (quelle come Facebook, Google, Ibm). Mentre Riccardo è felice del suo nuovo vecchio microfono, Antonio racconta di quella volta che ha avuto udienza da Linus Torvalds. E poi si parla di tante altre cose: si spiega ad esempio che il sito di Tilde sta tutto su Github (ma lo sposteremo, non temete) e poi che la loquacità è uno strumento indispensabile per stare sui social (essere chiacchierone allora a qualcosa serviva, mamma!) sino al conflitto, che anche quello serve a qualcosa e soprattutto non va negato. Ma poi c’è un discorso complicato sulla società dello spettacolo, che tutto vede e tutto consuma, mentre prima si parlava anche della mancanza di autostima a intermittenza (peggio di quella a corrente continua) e soprattutto dell’idea che, ebbene sì, c’è un libro anche per questo. Perché per tutto, a quanto pare, c’è un libro, altro che app. Sì, puntata strana, speriamo che i russi non abbiano abbattuto Babbo Natale.

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